martedì 14 gennaio 2014

La vendetta veste Prada, di Lauren Weisberger, edito da Piemme

Vi ricordate de "Il Diavolo veste Prada"?
Scommetto che molti avranno visto il film, tralasciando il libro di Lauren Weisberger, da cui esso ha tratto spunto.
Allora bisogna fare un piccolo riassunto...




 Il diavolo veste Prada, di Lauren Weisberger 





















Edito da: Piemme   
genere: chick-lit
formato: cartaceo (brossura)
pagine: 413
costo: € 10,90
costo: € 6,99
Book Trailer: no
assaggio: no
film: sì

Locandina italiana Il diavolo veste Prada
Il Diavolo veste Prada, film




















La trama

Vestiti di lusso, feste esclusive, cascate di flash e fiumi di champagne. Chi rifiuterebbe un lavoro nel mondo dorato delle riviste di moda? A ventitré anni, con una laurea in lettere in tasca e in testa il sogno di diventare scrittrice, Andrea Sachs si presenta a un colloquio per un posto da assistente nella redazione di "Runaway". Nessuno osa dire di no a Miranda Priestley, la regina indiscussa del fashion system globale e Andrea non fa eccezione. Accantonati felpe, blue-jeans e ambizioni letterarie, si ritrova a completa disposizione della mitica, esigentissima Direttrice. Eccessi e protagonisti di un universo dal fascino indiscusso nel racconto romanzato delle esperienze dell'autrice al servizio di Anna Wintour, direttrice di Vogue America.

Impressioni

Andrea Sachs ha 23 anni ed è un'aliena. Sì, perché non sa chi sia Miranda Priestley, né cosa questa donna rappresenti nel dorato mondo della moda. Quando fa un colloquio come sua assistente personale, Andrea non immagina minimamente che la sua vita sarà completamente stravolta: non avrà più orari lavorativi normali, né una vita al di fuori di "Runaway", patinata rivista che la Priestley dirige con pugno di ferro e crudeltà.
Andy, dapprima divertita dall'affannarsi delle sue colleghe, poi vittima lei stessa degli umori dell'algida direttrice, pagherà caro il prezzo del far parte del grandioso entourage di chi la Moda la comanda.
Infatti Andy, fidanzata e con un gruppo affiatato di amici, perderà, pian piano, vari pezzi importanti della sua vita privata, poiché la Priestley, assolutamente indifferente a tutto ciò che la circonda (persone comprese), richiederà sempre maggior tempo e attenzioni da parte sua.
In un vortice di abiti, sfilate, pettegolezzi al vetriolo e colleghe vipere, Andy vedrà sgretolarsi, alla velocità della luce, tutto ciò che di buono aveva costruito, per ritrovarsi, infine, con un pugno di mosche in mano.
Anna Wintour, direttrice di Vogue
L'autrice ha tratto spunto dal suo anno lavorativo presso la patinata rivista "Vogue", gestita da un drago in gonnella: Anna Wintour.  
Ad una prima analisi più superficiale, il romanzo della Weisberger potrebbe apparire semplicemente come uno spaccato di invasati, dediti solo all'estetica dettata dalla Moda. In realtà è molto più di questo. L'autrice alza una cortina su un ambiente velenoso, dove chiunque, per scavalcare un collega, farebbe di tutto. La Moda, perno principale e fulcro di tutte le pulsioni, spinge i protagonisti a non avere amici, a non fidarsi di nessuno e a vivere solo per il lavoro, tralasciando ciò che davvero conta nella vita: gli affetti, quelli veri, che non giudicano e non voltano le spalle al minimo errore.

Perché acquistare questo libro? Per affacciarci su una delle redazioni di giornale più conosciuta del mondo (sebbene chiamata "Runaway").

Voto: 8 e mezzo




Adesso che abbiamo rispolverato i ricordi sulla perfida Miranda Priestley, alias Anna Wintour, torniamo a noi e a La vendetta veste Prada.
Abbiamo lasciato Andy che, dopo aver perso l'amore della sua vita (il fidanzato Alex), si ricostruisce, come può, una nuova vita.
Ritroviamo alcuni personaggi del primo libro, in verità quasi tutti, ma anche dei nuovi personaggi. Ecco qui la trama e tutto:



Edito da: Piemme
genere: chick-lit
formato: cartaceo (rilegato)
pagine: 447
costo: € 19,50
ebook: non ancora
costo: --
Book Trailer: no
assaggio: no
pagina Facebook La vendetta veste Prada: https://www.facebook.com/lavendettavesteprada





La trama

Sono passati quasi dieci anni da quando Andrea Sachs, Andy, si è licenziata dal lavoro per cui "milioni di ragazze ucciderebbero" come assistente di Miranda Priestly, direttrice di "Runway" e guru della moda internazionale. La sua vita è molto cambiata negli ultimi anni e di quel terribile periodo non le restano che qualche incubo notturno e l'incontrollabile terrore di partecipare a serate mondane in cui potrebbe incontrare lei, il Diavolo in persona. Tutto il resto, però, va a gonfie vele: la rivista di successo che ha fondato con Emily, l'antica rivale ora migliore amica e socia, e il matrimonio imminente con uno degli scapoli più ambiti della Grande Mela, Max Harrison, affascinante, romantico e soprattutto orgoglioso di avere accanto una donna indipendente e di successo. Nulla sembra poter rovinare un momento così perfetto. Ma Andy ha l'assoluta certezza che qualcosa stia per accadere, perché nessuno prima di lei aveva osato sfidare Miranda. La vendetta non si farà attendere ancora per molto.

Impressioni

Ancora una volta ci immergiamo, dunque, nelle atmosfere luccicanti di New York e ritroviamo Andy, alle prese con un nuovo lavoro e un nuovo fidanzato: Max Harrison, ricco imprenditore e uomo favoloso.
A dieci anni dal suo volontario licenziamento dalla redazione di "Runaway", Andy ha ancora gli incubi che vedono protagonista Miranda Priestley, sua ex direttrice e aguzzina. Ma adesso le cose sono cambiate: Andy ed Emily Charlton (ex collega e rivale a "Runaway") hanno fondato una rivista tutta loro, sui matrimoni della "gente che conta". Star del cinema, famosi musicisti e tutti coloro che appartengono al jet set americano finiscono, grazie alle capacità delle due donne, sulla loro rivista dedicata ai matrimoni: "The Plunge" (Il tuffo).
Improvvisamente, però, la vita di Andy assume dei contorni diversi: da fidanzata a moglie e da moglie a mamma, tutto nel volgersi di un anno.
Oltre questo, "The Plunge", al suo terzo anno di vita, va così bene da fare gola a qualcuno che, sia Andy che Emily, vorrebbero non rivedere mai più: Miranda Priestley.
La loro ex datrice di lavoro, infatti, le fa contattare ufficialmente perché la Elias-Clark, Casa Editrice che detiene anche "Runaway", sarebbe interessata ad acquisire la loro rivista.
E qui cominciano i guai. Perché Andy ha ben chiaro cosa significhi avere a che fare con quella strega, mentre Emily, abbagliata dalla cifra milionaria offerta loro, ritorna fastidiosamente in modalità "Runaway" non appena rivede Miranda.
In tutto questo Max, marito premuroso di Andy, preme affinché lei prenda "la decisione giusta", ovvero quella di vendere "The Plunge" alla Elias-Clark.
In una girandola di incontri volti a "conquistarla", Andy si ritroverà, ancora una volta, alle prese con la sua nemica giurata, senza sapere che il nemico è molto più vicino a lei e che ha il volto di qualcuno che conosce molto bene.
Cosa accadrà alla fine? "The Plunge" resterà fra le mani di Andy ed Emily? Oppure finirà fra le grinfie affamate di Miranda Priestley? 
In questo secondo capitolo, l'autrice affronta, ancora una volta, il mondo della Moda, ma in maniera molto più distaccata della precedente.
Qui i rapporti umani hanno precedenza sul lavoro, ma quando Miranda torna a sconvolgere l'equilibrio faticosamente creato, le cose cambieranno in maniera sottile.
Il finale è diverso da quello che immaginavo, ma mi è piaciuto ugualmente. Il libro è molto godibile e si legge velocemente.

Perché acquistare questo libro? Per ritrovare dei vecchi "amici" e scoprire che, alla fine, nessuno è come sembra.

Voto: 8 e mezzo




venerdì 10 gennaio 2014

Recensione di: Epidemia Zombie, di Z.A Recht, edito da Multiplayer Edizioni. Trilogia, volume 1

Epidemia Zombie, di Zachary Allan Recht 





Edito da: Multiplayer Edizioni
genere: narrativa zombie (horror)
formato: cartaceo (brossura)
pagine: 377
costo: € 14,90
dove trovarlo: nelle librerie tematiche, negozi di videogames, oppure http://edizioni.multiplayer.it/libri/epidemia-zombie/ ma anche: http://www.inmondadori.it/Epidemia-zombie-Zachary-A-Recht/eai978886355249/
costo: € 7,99
Book Trailer: no
pagina Facebook Multiplayer Edizioni: https://www.facebook.com/MultiplayerEdizioni?fref=ts





La trama

La fine del mondo ha inizio con un virus, un’epidemia senza precedenti nella storia dell’umanità. Gli infetti cadono in preda alla febbre e al delirio, mostrano una tragica inclinazione ai comportamenti violenti e vanno incontro a un tasso di mortalità del cento per cento. È la morte, ma non la fine. Le vittime risorgono dall’oltretomba e tornano a camminare sulla terra. Per contenere la diffusione dei morti viventi viene allestita una gigantesca operazione militare, ma il piano fallisce e la piaga si espande fino ad assumere le proporzioni di una vera pandemia. Di colpo, la vita torna a concentrarsi sulle necessità primarie. Svaniscono le insignificanti preoccupazioni del quotidiano. Scompaiono i rassicuranti agi di un sistema civilizzato. Non resta che aggrapparsi a una singola legge della natura: vivere o morire. Uccidere o essere uccisi. In un remoto angolo di mondo, un generale temprato da innumerevoli battaglie osserva ciò che resta dei suoi uomini: una giovane dottoressa, un fotografo di lungo corso, un impulsivo soldato semplice e una dozzina di profughi. Tutti sotto la sua responsabilità, a migliaia di chilometri da casa. Intanto, negli Stati Uniti, un colonnello dell’esercito scopre gli oscuri segreti legati al virus Morningstar e chiede aiuto a un noto giornalista per rendere pubbliche le informazioni…

Impressioni

Entrata per caso in un negozio di videogames ho scoperto l'esistenza di un mondo letterario diverso dai soliti. Sì, perché la Multiplayer Edizioni edita non solo storie orrorifiche sugli zombie, ma anche romanzi su videogiochi e saghe televisive. Per chi è appassionato di "Star Wars", ad esempio, con la Multiplayer troverà pane per i suoi denti.
Il filone "zombie" l'ho conosciuto, in senso filmico, con un cult di genere e un regista di tutto rispetto, ovvero George Romero. Chi, infatti, non ricorda La notte dei morti viventi?
Quindi leggere un genere narrativo per me nuovo è stata una bella scoperta. Il romanzo mette in evidenza un'equazione infallibile dal punto di vista della narrativa: virus+catastrofe mondiale.
Sì, perché il genere zombie nasce quasi sempre da un virus che inizia a contagiare casualmente degli esseri umani, fino a diventare una vera e propria pandemia.
L'esperienza militare dell'autore si avverte tutta, specie quando si affrontano strategie di battaglie e formazioni dei soldati. Interessante, poi, l'uso dello "slang" e degli acronimi (sempre militari) volti a specificare, in poche parole, situazioni critiche o disperate.
La narrazione è scorrevole e accattivante, oltre che vista, inizialmente, con un piglio scientifico volto a dare credibilità alla storia. Alcuni personaggi sono ben delineati e interessanti (il soldato semplice Brewster), in altri, invece, si avverte un filo di incertezza nella crescita psicologica (il colonnello Sherman). 
Nel complesso la storia è interessante e si legge con voracità. Ma, a mio avviso, c'è una pecca: la poca azione degli zombie stessi. Non che io ami il genere splatter, ma si avverte la carenza di più scontri corpo a corpo e di situazioni claustrofobiche dettate dall'assedio degli "infetti".
Manca quel pathos dettato dall'ineluttabilità del virus. A tratti mi ricorda la serie televisiva "The Walking Dead" o i film di genere ma, ripeto, dovevano esserci più momenti d'azione e forse meno strategie. Bello il colpo di scena finale (che non svelerò). Attendo, adesso, di leggere secondo e terzo volume della trilogia, ovvero: Tuono e Cenere e Sopravvissuti, nella speranza che le cose si movimentino di più.

Perché acquistare questo libro? Perché è una lettura godibile. 

Voto: 7 e mezzo

Volume due

Volume tre

giovedì 9 gennaio 2014

Editoria e dintorni: dai Gruppi Editoriali, al Self Publishing ad un Business Plan per sponsorizzare il proprio "prodotto" finito.

 

Buonasera a tutti! Questo articolo è di una lunghezza esasperante, ma si sa che "mangiando vien l'appetito" e allora mettetevi comodi, poiché gli argomenti trattati vanno dal Self Publishing ai servizi editoriali; dal perché scrivere al Business Plan.


Curiosando qua e là fra social network, blog, Case Editrici e tutto quello che accompagna la vita del libro, mi sono imbattuta, per caso, in un appello sul Self Publishing.
Partiamo dal presupposto che la questione è spinosa perché ci sono due fazioni: chi parteggia per l'Editoria, quella seria, quella da testo in libreria e chi, invece, parteggia per il "fai da te".
Le differenze sono sostanziali.
L'Editoria, quella definita "seria" è, nella mente dello scrittore utopista, una grande famiglia composta da editor, correttori di bozze, grafici, art director, ufficio stampa e chi più ne ha più ne metta.
Non dico che non esista. Ma provate a esser esordienti e a inviare il vostro "capolavoro" alle persone di cui sopra.
Se vi va bene, riceverete un garbato rifiuto.
Se vi va male... idem, ma con assenza di mail.
Il Self Publishing, che da qualche anno impazza su internet, invece, propone prezzi competitivi e libro stampato in tempi brevissimi.

Ora, qualcuno dirà che allora, per pubblicare, basta trovare un qualsiasi "Print on Demand" ed è fatta, giusto?
Niente di più sbagliato, invece.
Perché se è vero che l'autopubblicazione abbatte i tempi morti ed i rifiuti, è anche vero che la stessa danneggia chi il mestiere lo fa da anni.
L'autopubblicazione non è sinonimo di qualità, perché chi vi stampa il libro non fa altro che questo: lo stampatore, appunto.
Non c'è editing, né correzione di bozza.

Una Casa Editrice degna di questo nome, invece, vi rivolterà il testo come un calzino. Vi stremerà, battendo sui punti deboli, troverà i refusi, abbatterà incoerenze nelle situazioni, vi punterà il dito contro i tempi verbali, la sintassi, le concordanze, le virgole, gli eccessi, metterà il vostro stilema sotto una lente d'ingrandimento, vi contesterà l'uso di neologismi (laddove non ci azzeccano) e mille altre cose finché, al solo sentir parlare del vostro testo, avrete la nausea e un odio quasi viscerale. 
Sì, lo so: è una vitaccia, ma qualcuno dovrà pur farlo.

Nel Self Publishing, invece, non accade nulla di tutto ciò. A meno di non pagare, a parte, un correttore da loro menzionato o cercarne uno per conto vostro.
Chi mi assicura che il soggetto in questione sia davvero un correttore di bozze, con tanto di laurea in Lettere e che conosca davvero la grammatica italiana al punto da sognarsela pure di notte?
Nessuno.
Ma andiamo avanti.

L'autopubblicazione, per quanto possa allettare per i tempi e i modi di stampa, non è sinonimo di visibilità.

Avete mai visto un testo, autoprodotto, sbarcare in libreria? Io no.

I Print on Demand strombazzano, compiaciuti, che finirete su Feltrinelli, Mondadori eccetera ma, all'atto pratico, quanti vanno davvero a digitare il vostro nome e il vostro libro sugli store più blasonati e non quello dei più famosi Volo, Camilleri, Faletti ed Eco, tanto per citarne alcuni?

Ve lo dico io quanti: se siete bravi, un centinaio (voglio esser buona e credere che avete tanti amici); se non lo siete, dieci (di cui tutti parenti e un amico capitato per caso o perché l'avete tartassato).
Ma allora, come pubblicare?

Facciamo un passo indietro e occupiamoci un attimo del testo.

Prima ancora di capire quale strada dovrà prendere questo benedetto manoscritto, dobbiamo capire cosa e come abbiamo scritto.

A parte i soliti scopiazzamenti di romanzi famosi con maghi, vampiri, lupi eccetera, bisogna capire se la trama valga la pena di esser portata avanti o meno.
Va da sé che, avendolo scritto, per voi sarà un libro perfetto e che tutti dovrebbero leggere. Ma per sapere se davvero è così, bisogna affidarsi a qualcuno del mestiere.

Pagare un editor, che legga il testo e faccia capire se c'è qualcosa su cui lavorare, oppure no.
Di questi tempi è oneroso, lo so, ma per avere una chance seria, bisogna metter mano al portafogli e non avere paura dei giudizi.
Oppure, se non si hanno soldi disponibili, si può andare a bussare alla porta della nostra ex docente d'italiano e sperare in una revisione decente.
Ma chi è un editor? E cosa fa? L'editor è un esperto della scrittura che si occupa di leggere con attenzione un testo ed esaminarlo a vari livelli, ortografici, sintattici, stilistici e grafici. Innanzitutto, dovrà correggere tutti gli errori ortografici e grammaticali, possibili sviste dell'autore, senza interferire con le volontà dell'autore nel caso in cui voglia sperimentare evidenti neologismi, storpiature ecc. Seguirà, quindi, un secondo momento di analisi in cui l'editor dovrà curare la sintassi del testo, far in modo che la narrazione risulti fluida e scorrevole, evitando inutili ripetizioni di periodi ed errori nella coordinazione o subordinazione delle frasi. A questo punto, valuterà anche eventuali errori di logica presenti nel testo (es. se all'inizio viene detto che una persona era morta, la stessa non potrà spuntare nel finale in ottimo stato di salute...). Alla fine, si valuteranno gli aspetti grafici, la punteggiatura, gli spazi e tutto ciò che contribuisce a rendere una lettura piacevole anche per la vista.

    Che cosa non deve mai fare un editor? L'editor è colui che lavora sui testi degli altri. Appunto perché i testi sono di altri autori e non suoi, un editor non deve mai:
  • cambiare le ideologie di fondo del testo;
  • eliminare, sostituire, cambiare aspetto dei personaggi;
  • eliminare eventi, fatti, descrizioni, digressioni dell'autore, solo perché non ne condivide il contenuto, ecc.
In altri termini, il testo originale non può essere modificato a piacere dell'editor. La fantasia e la creatività dell'autore sono i primi aspetti da salvaguardare.

Vediamo, nel dettaglio, alcuni esempi con relativi prezzi: 

  • Editing per opere fino a 250 cartelle (formato word carattere 14) : 250 euro (1 euro/cartella)
  • Editing per opere da 250 a 500 cartelle (formato word carattere 14) : 450 euro
  • Editing per opere da 500 cartelle in su (formato word carattere 14): 500 euro 



  • 2 euro a cartella (dove per cartella s’intende una pagina di 1800 caratteri, spazi e segni d’interpunzione inclusi).
  • servizio Speedy: 4 euro a cartella e manoscritto rimandato indietro in 30 giorni.
  • TRY & BUY. Mandateci il vostro manoscritto, vi invieremo a titolo esemplificativo il nostro editing su cinque delle pagine che ci invierete, e potrete toccare con mano la qualità dei nostri servizi prima di effettuare il pagamento. 

(fonte: http://www.mondoscrittura.it/?page_id=204)

(fonte: http://www.bozzerapide.com/42editing-editare-libri.html questi ultimi hanno anche un'agenzia letteraria).

Questi sono solo alcuni siti su cui ho spulciato, ma sono indicativi per orientarsi nella babele di quanti operatori del settore possono rendere migliore un manoscritto.

Ovviamente ci sono, poi, gli editor delle Case Editrici e delle tante e varie Agenzie Letterarie.
Le Agenzie Letterarie, oltre alla lettura e correzione del manoscritto, effettuano anche una scheda valutativa, indicante: titolo, lunghezza del testo, target d'età, genere, trama e descrizione, nel dettaglio, dell'evolversi della storia (anche in senso psicologico).


Infine abbiamo l'agente letterario, che non sempre è associato ad un'Agenzia Letteraria.
In America l'autore non invia mai il proprio lavoro ad un Editore: è l'agente ad occuparsene. Da noi, invece, l'agente letterario non è sempre visto come un professionista del settore; il più delle volte vi è un (giusto o ingiusto) sospetto che, la persona in questione, voglia solo rubarci soldi.
Come orientarsi, dunque?
Bisogna visionare siti, scandagliare curricula e non accontentarsi del primo che ci capita sotto gli occhi.
Bisogna valutare lavori effettuati e accertarsi, nel possibile, che questa persona abbia davvero un'entratura con le Case Editrici di cui parla. 



Dopo l'editing e la ricerca di un professionista che si occupi del manoscritto, bisogna attendere i risultati. 
Che possono esserci, come anche no.

A volte non è solo questione di editing, ma di plot in sé che non regge.

Capita spessissimo, ahimè, di avere fra le mani un libro brutto, illeggibile e dalla trama scontata.
E cosa leggete in fondo, in piccolo? Edito da Vattelappesca.qualcosa 
Intendiamoci: un brutto libro non sempre è pubblicato solo da Print on Demand o Case Editrici a pagamento.
Ho letto moltissimi romanzi di grosse realtà editoriali che non valevano un euro.

Ma cosa accade, dicevo? Accade che il Self Publishing diventa l'Eldorado degli esordienti.  
Ecco che torniamo al punto cardine del post.
In questi mesi ho visionato diversi "prodotti" di gente che tenta di arrivare, con ogni mezzo, ad una pubblicazione.
Il risultato di queste letture è stato rattristante e sconcertante, oltre che da mettersi le mani nei capelli.
Gente che usa i segni matematici (< > o anche << >>) come virgolette, dialoghi piatti e scritti malamente, refusi e ignoranza sui fatti narrati, oltre che trame di una banalità e mediocrità incredibile. Riporto, da un blog, una frase emblematica: 

L'unica pecca che mi sento di sottolineare è la presenza di qualche refuso qua e là, per altro naturali in un'autopubblicazione, quindi niente di grave!
Sì, avete letto bene: i refusi sarebbero, secondo questo blog, "niente di male" perché trattasi di autopubblicazione.
Come è possibile accettare un assunto che va contro tutto ciò che vuol intendersi come cultura?
Io vado in libreria, acquisto un libro e mi aspetto di non trovare refusi!

Ecco il lavoro del correttore di bozze: far sì che il testo non sia illeggibile e grammaticalmente scorretto!
Ed ecco cosa significa, spesso, autopubblicazione: sciatteria del testo, refusi, orrori grammaticali e trame squinternate. Ma tanto che fa, è un'autopubblicazione!
Eccovi un esempio di ciò che un Editore potrebbe vedere: 
 <E’ un regalo> (scorretto)
   «È un regalo». (corretto)

La frase citata vuole indicare, nelle intenzioni dell'autore, un discorso fra virgolette. A parte l'orrore dettato dalle virgolette "creative", vogliamo parlare della "è" verbo che anche il computer più vetusto cambierebbe in una "È" maiuscola?


Qual è, dunque, il primo compito di un narratore? Conoscere ciò di cui si deve parlare (Ernest Hemingway docet).





Per essere dei valenti narratori bisogna conoscere la Letteratura, non solo quella di genere.
E se non la si conosce? Ci si informa. Esistono biblioteche, testi tematici e docenti universitari. Non è umanamente possibile concepire un testo che parli degli Egizi, per esempio, se non si è compiuto uno studio approfondito in materia.
Mai affidarsi esclusivamente a internet, Wikipedia e cose simili: le informazioni possono essere fallaci e trarre in inganno, facendoci fare pessime figure.
Ecco perché il Self Publishing non è un aiuto agli esordienti: perché gli errori restano, così come le lacune, senza nessuno che possa guidare un autore verso lidi certi.
Quindi il mio umile consiglio è il seguente: per scrivere un romanzo, non è necessario solo "saper scrivere", ma avere anche le basi giuste, atte a far sviluppare con cognizione di causa la trama.

Quali sono le basi per essere un buon narratore? In primis: leggere molto. Testi di tutti i generi: narrativa, biografie, testi scientifici, fumetti, classici latini, greci, italiani, inglesi, americani, russi e tutto ciò che la fantasia ci ispira.
Da prendere con le pinze, invece: saghe che non abbiano un minimo sostrato accertato, romanzi d'evasione (Harmony, per intenderci) e tutta quella accozzaglia che fa moda al momento e che, di sostanza vera e propria, ne ha poca quanto niente.

Un buon narratore è un lettore poliedrico e che trae insegnamento da tutto, ma che è capace, al contempo, di discernere ciò che va sotto il nome di "letteratura" e ciò che è assimilabile a mera "spazzatura cartacea".
La lettura poliedrica implicherà e ingenererà, a sua volta, l'humus mentale che andrà a formare, in seguito, il futuro narratore.

Leggere tanto e testi di una certa valenza, farà sì, inoltre, che il lessico si ampli e che si possano percepire diversi punti di vista, importanti nella creazione delle trame e nello sviluppo dei personaggi.
Importante, oltre alle letture formative, è la possibilità di viaggiare fisicamente verso luoghi sconosciuti: tutto serve come bagaglio culturale. Il visitare musei, mostre e teatri (laddove sia possibile), permette di avere una visione più ampia della vita. Tutto questo, mescolato alle esperienze personali, farà sì che un autore, finalmente, potrà definirsi tale.
Se escludiamo il caso del narratore Umberto Eco, che inventa belle trame ma è un narratore soporifero, ci rendiamo comunque conto che il docente Umberto Eco viene fuori ad ogni piè sospinto nei suoi scritti.
Ecco perché è importantissimo avere una certa qual cultura.

Essere uno scrittore non è un mestiere facile, ma oggi, con tanta tecnologia, oltre a scrivere un testo che abbia una sua valenza, abbiamo la fortuna di poterci pubblicizzare sui social network e raggiungere tutto il mondo.





I social network più in voga: sicuramente Facebook; ma anche Twitter, The Incipit, Meetale e TwentyLines.
Escludendo Twitter, per la brevità dei messaggi che si possono scrivere, tutti gli altri social network fanno al caso degli scrittori.
Twitter e LinkedIn, però, sono da tenere d'occhio, poiché essendo visti anche come più "professionalizzanti", è facile imbattersi negli addetti ai lavori. Quindi sì ai social network, ma con un occhio di riguardo verso quelle realtà che potrebbero proiettare uno scrittore in una realtà lavorativa a tutti gli effetti.




Blog e siti personali.
Il blog, se è personale, può contenere di tutto: dalle informazioni inerenti all'autore, a stralci delle proprie opere, fino alla cessione, gratuita, delle stesse. Ogni autore gestisce i propri scritti come vuole. 
Partire dal blog è un passo importante, ma non definitivo. Il definitivo, ovviamente, è quello di avere un proprio sito, creato da un professionista (dai 500 euro in su) e che risulti accattivante e di utilizzo intuitivo.




Infine, un occhio al Business Plan: se si insiste a voler pubblicare presso dei Print on Demand, bisogna rendersi conto che i miracoli non accadono senza muovere le giuste "pedine".

In una Casa Editrice di un certo livello, il battage pubblicitario viene creato a tavolino da una figura preposta (il cui compito è solo quello, appunto). Mentre nel Self Publishing, a meno di non aggiungere, ai costi del libro, quelli della pubblicità (esempio: http://www.youcanprint.it/tua-casa-editrice/personale/servizi-editoriali-selfpublishing.html), bisognerà fare tutto da sé.
Ecco il perché di un Business Plan.

Da cosa partiamo? A chi ci dobbiamo rivolgere? Ma, soprattutto: di che somma disponiamo?
È bene capire quanto si vuole investire, farsi quattro conti e agire di conseguenza.
Perché investire nella cultura deve, ovviamente, portare anche dei risultati, altrimenti si andrà in perdita e basta.

Fatto il calcolo delle sostanze che si vogliono investire, una delle prime cose da fare è quella di contattare le redazioni dei giornali per valutare il costo di un elzeviro, recensione, trafiletto, terza di giornale, intervista o quello che potete "acquistare".
Cominciate a scorporare, dal budget, la voce "giornali".
Se non avete una grossa somma, sarebbe meglio evitare grosse testate giornalistiche.

Oltre le testate giornalistiche, ci sono diversi siti che offrono, sia gratis, sia pagando delle piccole somme, delle recensioni e interviste.

Contattate anche le radio: meglio partire dalle locali. Se si ha la fortuna di avere un aggancio in una radio con ascolti interessanti, invece, bisogna cogliere la palla al balzo.

In ogni caso, uno spot radiofonico varia, nei costi, in base alla "fama" della radio in essere.
Per esempio: un singolo passaggio da 30 secondi su una radio può costare da qualche decina di euro (o meno) a diverse centinaia di euro

Il prezzo è principalmente legato alla copertura geografica della radio ed alla sua audience in termini di ascolto medio giornaliero. 

Il costo della produzione di un radiocomunicato professionale, invece, può variare da poche centinaia di euro a qualche migliaio di euro in base al tipo di creatività, alle voci e alle musiche utilizzate, alla diffusione del messaggio (locale, regionale o nazionale, network o emittenti locali, etc.) e ad altri parametri. 

Ovviamente il prezzo sale vertiginosamente se si richiede la voce di uno speaker acclarato.
Però c'è anche un simpatico escamotage: l'intervista radiofonica. Questa può essere telefonica, così come in studio: tutto dipende dalle conoscenze di settore che si possono avere.

Diversa è la faccenda per quanto concerne gli spot televisivi: i prezzi si alzano esponenzialmente, poiché il lavoro da fare coinvolge diverse figure lavorative; dal regista, allo scrittore di testi, dall'ideatore di uno spot, alle location eccetera.
Se ci mettiamo, poi, che il prodotto confezionato deve ancora arrivare in una emittente televisiva, si intuisce che la faccenda non è di poco conto, né economica.

Un Book Trailer: di ultima generazione, ma efficace, il book trailer offre una buona visibilità, sempre se viene creato da chi del mestiere se ne intende e, ovviamente, se si istituisce un budget per la spesa.
I costi variano e vanno dagli 80 ai 180 euro (YouTube), a salire. Ovviamente ci sono professionisti del settore che prendono anche di più.
Ecco un esempio pratico, tratto da http://websemplicissimo.net/booktrailer/

Partiremo della tua idea, da un tuo spunto o dalla sinossi del tuo libro per realizzare il tuo Booktrailer. Il primo passo è trovare un'idea che possa rappresentare il senso del tuo libro in forma di video. A ogni genere letterario è possibile abbinare uno stile e creare un BookTrailer vincente. Proprio comei trailer dei film un BookTrailer è il racconto del libro per immagini.
chek_websempliciismo Realizzazione della sceneggiatura. In questa seconda fase sarà importante creare su un foglio la descrizione di ogni scena in modo da poterla successuvamente produrre nel modo corretto e concordato. Il soggetto può includere anche delle parti di testo se sono state pensate e incluse. La creazione di una sceneggiatura ha delle regole precise da rispettare per avere la giusta efficacia ed avere una garanzia di risultato!
chek_websempliciismo La pre-produzione del BookTrailer. Questa fase è molto importante per avvicinarci al risultato finale. Nella fase di pro-produzione verrà creata "l'impalcatura" del BookTrailer. In pratica si realizzerà il BookTrailer con elementi audio, video e fotografici non definitivi ma utili a capire come potrà venire il filmato.
chek_websempliciismo La scelta della della tecnica. Quando avremo ottenuto la sceneggiatura del Booktrailer potremo, insieme, capire con quale tecnica cinematrografica creare il tuo booktrailer. Le tecniche per realizzare un Booktrailer sono principalmente quattro:
wemsemplicissimo_box Fotografie in sequenza.
wemsemplicissimo_box Grafica computerizzata.
wemsemplicissimo_box Banca di immagini.
web marketing corsi di formazione Sequenze "girate" con la cinepresa.
Vuoi un esempio reale? Prova a ricordare qualche trailer di film che hai visto al cinema. Pensa, magari, ai trailer dei film che in questi anni ti hanno particolarmente appassionato.
Certamente avrai pensato a film di vari stili....Romantici, Narrativi, Gialli ecc... . Pensa ancora ai trailer di quei film. Per ognuno di questi esiste uno stile ben definito, codificato e differente. Anche per i Trailer dei libri (i Book-Trailer) esistono degli stili differenti in base al genere letterario. Anche per il tuo libro è possibile creare un BookTrailer di successo!
chek_websempliciismo La produzione del Booktrailer. Adesso siamo davvero pronti e potremo realizzare il tuo BookTrailer seguendo nel dettaglio quanto condiviso e concordato. In questo modo non ci saranno sorprese e imprevisti e il BookTrailer rispecchierà lo spirito del libro.
chek_websempliciismo La sonorizzazione Audio. Un aspetto da curare con attenzione è anche quello della colonna sonora. La musica e i suoni renderanno il Booktrailer ancora più coinvolgente.



Ovviamente si può creare un Book Trailer "casalingo", con musiche common free e immagini royalty free, oppure con attori reali, interpretati da amici compiacenti. Comunque anche qui bisogna stare molto attenti: quello che si filma potrebbe essere coperto da diritti d'immagine, quindi bisogna agire sapendo cosa e chi si filma, facendo firmare anche delle liberatorie, nel caso di soggetti "viventi".

Arriviamo alle librerie, adesso:  spesso avrete notato, all'ingresso, i "Totem", ovvero quelle colonne cartonate, automontanti, sulle cui facce si vedono le copertine dei romanzi. I Totem possono essere di due tipi: da banco o da terra.
Cambiano le dimensioni, ovviamente (e i costi).
Inoltre, oltre al costo del totem (dagli 80 euro in su solo il Totem), bisogna aggiungere la digitalizzazione delle immagini da far stampare e il costo presso le librerie.
Alcune richiedono delle somme, altre no.



Infine, se si ha un budget alto, ci sono i Totem digitali e i Live Screen i quali, di solito, sono posizionati in luoghi di maggiore visibilità: metropolitane, incroci semaforici, stazioni dei treni eccetera.
I costi sono alti, perché parliamo di tecnologia touch screen per alcuni e di monitor a tecnologia LED per altri. 

Un esempio: Puoi garantire ad ogni tuo cliente 1800 spot al mese di 10 secondi ciascuno. Il prezzo di vendita "che ti consigliamo" è di 400 euro al mese per ogni cliente, con un contratto annuale di 48.000,00 € + IVA. Il tuo cliente pagherà ogni spot solo 0,22 cent./€ per una comunicazione efficace e con un ritorno garantito. Sei tu a decidere il prezzo di vendita, aumentando i guadagni in base alle tue esigenze. 


Si possono anche affittare, ovviamente.

Infine, la scelta effettuata da una scrittrice "sconosciuta": passaggio del Book Trailer nelle sale cinematografiche.
Qui i costi si alzano abbastanza: dai 30.000 euro a salire, in base alla capillarità delle sale in cui si effettuano i passaggi.

Ovviamente i sistemi per farsi pubblicità sono molteplici: le mongolfiere, le fiancate degli autobus, persino pagare un povero disgraziato che indossi un cartonato con la stampa del proprio libro fronte retro e che passeggi per le strade, davanti alle librerie o dove vi aggrada.
Non c'è limite alla fantasia, ma ai soldi.

Dopo questo lungo, lunghissimo excursus che è partito dal Self Publishing, per terminare con un Business Plan, bisogna farsi una domanda:

ma questo libro, pubblicizzato o meno, chi lo leggerà? 

Intanto, cominciamo a leggere fino allo sfinimento. Facciamoci una cultura e poi potremo iniziare a scrivere...



venerdì 3 gennaio 2014

Presentazione del terzo numero del fumetto tutto foggiano #Lady Mafia.


Presentazione del terzo 

numero di:



Lady Mafia





Rieccoci qui, all'inizio del 2014, con il consueto appuntamento dedicato all'avventura tutta foggiana di un fumetto che si sta facendo strada nei cuori di molta gente. E non solo locale o pugliese.
Sì, perché adesso è ufficiale: Lady Mafia diventa un fumetto nazionale.
Questa sera, oltre ad un nutrito pubblico attento e con doverosa copia in mano, ho rivisto con piacere i tre intrepidi idealisti, coloro che hanno reso possibile la realizzazione di un sogno:
  • Loris Castriota Skanderbegh, Direttore Editoriale di #Lady Mafia 
  • Pietro Favorito, storyteller della perfida Veronica De Donato
  • Domenico Nagliero, magistrale disegnatore e visualizzatore delle "fattezze" dell'algida Veronica De Donato, in arte: Lady Mafia.
Nonostante non ci vedessimo dal 20 novembre 2013, data della presentazione del secondo numero del fumetto, la simpatia non è venuta meno.
Anzi.
I poveracci sono stati sommersi letteralmente da "millemila" domande, come ho minacciato il povero Pietro poco prima che l'evento avesse inizio.
Ma andiamo con ordine: arriviamo nella cornice letteraria dove un po' mi sento di casa, ovvero la libreria Mondadori, in via Oberdan, a Foggia.
Vittorio e Marisa, i proprietari, mi accolgono con abbracci, baci e sorrisi.
Mi infilo nella sala dove, la volta precedente, si è tenuta sia la presentazione del mio libro che quella del fumetto. 
Insomma, arrivo e vedo crocicchi di gente, in piedi, che chiacchiera amabilmente.
Dato che io le mie entrate diciamo che quasi mai le faccio con discrezione, puntualmente arrivo salutando con voce squillante e sventolando una sorta di poster che, nelle migliori intenzioni, sarebbe dovuto essere un biglietto della lotteria.
Nelle peggiori, invece, mi è stato stampato in formato A4.
Per la cronaca: non ho vinto il cesto messo in palio, ma tant'è.
Vi vedo perplessi e ne avete ben donde.
Gli intrepidi creatori della cattivella hanno deciso, visto che siamo ancora in periodo di feste, di essere buoni, bandendo una lotteria con annesso cesto per la Befana.
Cesto a parte, appena riempitasi del tutto la sala, Pietro ha incominciato a parlare, presentando la terza fatica delle loro menti folli.
In questo terzo numero, come vi ho annunciato nell'intervista fattagli in precedenza, si affronta il tema dello "stalking".
Dato che non voglio fare spoiler, non vi dirò altro, visto che trovo giusto che ognuno scopra da sé questo ennesimo e gustoso episodio dell'anti-eroina per eccellenza.
Fra le novità annunciate, c'è la tiratura (a breve) nazionale del fumetto, che riuscirà dal primo numero.
Il formato rimarrà lo stesso, come pure l'assenza del numero delle pagine del volumetto.
Le uniche differenze saranno date dalla diversa immagine che verrà usata per la copertina del primo numero, ovvero un disegno di uno scorcio di Foggia e una concezione differente per le pubblicità a fine volume.
Quindi tranquilli: Lady Mafia non cambierà modo di essere, né verrà modificata la storia.
Fra una chiacchiera e l'altra è saltato fuori il discorso "editoria" e mi sono sentita in dovere di chiedere una cosa che mi frullava in mente dalla volta precedente: la Cuore Noir, neonata Casa Editrice creata dal trio, visto il successo che sta ottenendo, potrebbe un domani allargare gli orizzonti e strizzare l'occhio all'editoria di genere?
Ottenuta risposta positiva vi dico questo: se un domani, la Cuore Noir, dovesse decidere di voler pubblicare romanzi noir, non perdeteli di vista, perché potrebbero riservarvi delle belle sorprese.
In una città asfissiata dalla carenza di lavoro, da uno stile di vita che sta degenerando in una terribile indifferenza verso il proprio prossimo, la Cuore Noir è una piccola realtà che lotta con le unghie e con i denti per portare avanti un sogno in cui, mi preme ricordarlo, l'editoria di settore, NON ha voluto credere.
E adesso, guarda un po', da indiscrezioni e voci di corridoio, ho saputo che li tengono d'occhio.
Quindi cosa dire di più?
Correte ad acquistare il fumetto, ambientato, questa volta, fra Foggia e Lecce.
E siate pronti per il quarto numero, già in lavorazione e in uscita per la primavera del 2014.